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Trasformare le vulnerabilità del terapeuta in fattore decisivo di cura Un approccio intersoggettivo radicale alla cura dei casi complessi (ONLINE e IN PRESENZA)

I numerosi modelli di psicoterapia – più o meno evidence based – descrivono sequenze di interventi che dovrebbero assicurare ai terapeuti la risposta “giusta” ad ogni situazione clinica. Eppure, anche il terapeuta che tenta di applicare alla perfezione tali modelli è spesso in difficoltà con i casi complessi.
Spesso il terapeuta è preda di un malcelato senso di inadeguatezza, mentre si chiede: “e ora cosa dico?”.
Ciò accade perché nella maggiora parte dei casi i modelli di intervento non insegnano al terapeuta la capacità di essere spontaneo, immediato, e interiormente libero nella relazione con il paziente. Tale capacità richiede che il terapeuta sappia affrontare i propri nuclei di sofferenza evolutivamente determinati, che in modo subdolo fanno assumere al terapeuta un’attitudine “difensiva”, agonistica, nei confronti del paziente (e di se stesso), ostacolando la connessione relazionale che è presupposto di qualsiasi intervento attivo sulla sofferenza del paziente.
Il clinico entra nella relazione con la propria storia, e con i propri traumi evolutivi.
Elemento centrale di questi traumi è la vergogna, che la letteratura descrive come esperienza pervasiva di perdita del legame con l’ambiente relazionale.
La giornata di studio permetterà agli utenti di comprendere come il trauma evolutivo e la vergogna implicita del terapeuta ostacolano la capacità di muoversi spontaneamente e creativamente nel dialogo con il paziente; e fornirà l’apprendimento teorico ed esperienziale utile a sviluppare un nuovo modo di stare nella relazione con sé e con il paziente, e a trasformare la relazione stessa in principale strumento di cura. Inoltre, il corso presenterà numerose esemplificazioni (attraverso brani videoregistrati) di come questo approccio, applicato alla supervisione individuale e di gruppo, ha aiutato molti terapeuti a modificare creativamente il proprio modo di entrare in relazione con il paziente e a gestire più funzionalmente il carico dei casi complessi.
L’obiettivo del corso consiste nel promuovere nei terapeuti di qualsiasi orientamento teorico:
  • una maggiore consapevolezza di come i propri nuclei di sofferenza evolutivamente determinati – nonché i processi dissociativi generati da tali nuclei – entrano in gioco nella relazione terapeutica e ne condizionano le dinamiche, spesso verso direzioni antiterapeutiche;
  • la capacità di regolazione affettiva intrapersonale e interattiva (in supervisione individuale e di gruppo), utile alla trasformazione dei propri nuclei traumatici in strumento di connessione intersoggettiva con il paziente e con il contesto (e.g., famiglia, partner);
  • la capacità di distinguere i modelli disfunzionali di supervisione (e.g., quelli incentrati sull’adesione autoritaria a un modello di riferimento) da quelli realmente utili a una progressiva crescita personale e professionale
  • la conoscenza e i risvolti operativi utili a incrementare la capacità di utilizzare la relazione terapeutica come strumento di cura del paziente grave;
  • un incremento della capacità di padroneggiare la tecnica, il timing e le molteplici sfumature dell’intervento di self-disclosure, nonché gli shift di focus dall’esplorazione dei contenuti narrativi al qui e ora della transazione intersoggettiva terapeuta-paziente;
  • la capacità di integrare il trattamento psicoterapeutico con le operazioni di management del caso, attraverso la costruzione di un dialogo intersoggettivo con i colleghi e con altre figure professionali.
Sabato 25 Maggio 2024
– Ore 8.45 Saluti e presentazione giornata
– Ore 9.00/13.00 
– Intersoggettività e costituzione dell’identità: il «sistema motivazionale» intersoggettivo
– Intersoggettività e molteplicità dell’identità
– Ore 11.00 Pausa
– Ore 11.15
– Criticità della “concezione ortopedica” del trauma
– Il paradigma intersoggettivo nella lettura del «trauma»: il continuum traumatico
– Ore 13.15 Pausa
– Ore 14.30/17.45
– La concettualizzazione psicopatologica basata sul paradigma intersoggettivo del trauma: il nucleo di vergogna condiviso da paziente e terapeuta, le modalità adattive di esistenza, le strategie primitive di sopravvivenza psicologica
– Il colloquio clinico basato sulla prospettiva intersoggettiva del trauma: imparare a “essere con” il paziente come base necessaria per l’utilizzo dei modelli di intervento
– Ore 16.00 Pausa
– Ore 16.15 La «restituzione» diagnostica in chiave intersoggettiva come momento terapeutico: l’arte dell’autosvelamento come catalizzatore dell’intersoggettività
– La prospettiva intersoggettiva come base della supervisione clinica: prendersi cura del terapeuta per prendersi cura del paziente
– Ore 17.45 Saluti e chiusura lavori

Eolian Hotel, Salita Cappuccini, 21/2398057 Milazzo (ME)

In qualsiasi momento è possibile contattarci via email all’indirizzo info@eventiserendipity.it o via telefono al numero +39 333 7612242

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Gianpaolo Salvatore

Medico, psichiatra, psicoterapeuta, criminologo, docente presso il Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia, socio SITCC. È autore di più di centinaia di pubblicazioni – tra articoli scientifici e capitoli in volumi internazionali – incentrate sulla psicopatologia e il trattamento dei disturbi di personalità e della schizofrenia. È coautore dei volumi Terapia Metacognitiva Interpersonale dei Disturbi di Personalità; Corpo, Immaginazione e cambiamento; Terapia Metacognitiva Interpersonale della Schizofrenia. Con Chiara Gambino, ha pubblicato il saggio divulgativo Mai più indifesa, strumento di autoaiuto per le donne vittima di intimate partner violence. Svolge attività di supervisore clinico con terapeuti provenienti da diversi orientamenti teorici.

n.b Il programma potrebbe subire delle variazioni.

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