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International Meeting on Personality Disorders

Tre giorni di studio, formazione, dialogo e confronto sui Disturbi di personalità, tra caratteristiche diagnostiche ed approcci terapeutici derivanti dall’esperienza clinica e dalla ricerca empirica, con la partecipazione di illustri esponenti della cultura clinica italiana ed internazionale

Un viaggio tra teoria e pratica clinica, un vero e proprio bootcamp formativo che permetterà di entrare virtualmente nella stanza di terapia insieme a questi grandissimi esperti per osservare e conoscere le specificità del loro stile terapeutico.

Una straordinaria occasione per ascoltare dal vivo i contributi di alcune tra le più importanti figure di spicco che hanno scritto pagine indelebili della storia della psicoterapia e della psichiatria mondiale.

Venerdi 3 Giugno Pre-conference online

Psicoterapia dei disturbi di Personalità

9.00 Saluti e apertura lavori

9.30-10.45 Massimo Biondi

10.45-11.00 Question time

11.15-12.30 Piero Petrini e Annamaria Mandese

12.30-12.45 Question time

12.45/14.00 Pausa

14.00-15.15 Patrizia Moselli e Alessandro Cataldi

15.15-15.30 Question time

15.45-17.00 Luigi Janiri
17.00-17.15 Question time

17.30-18.45 Camillo Loriedo
18.45-19.00 Question time

19.00 Saluti e chiusura lavori

 

Sabato 4 Giugno – Teatro Biondo

– Ore 8.30/10.00 Registrazione e accoglienza partecipanti

– Ore 09.45 Saluti Istituzionali (OPRS, ENPAP, LIQUID PLAN)

– Ore 10.30 Vincenzo Caretti

– Ore 11.30 Adriano Schimmenti

– Ore 12.30 Dialogo tra i relatori e question time

– Ore 13.15 Pausa

– Ore 14.30 Otto Kernberg (Videoconferenza in diretta)

– Ore 15.45 Glen Gabbard

– Ore 17.15 Nancy McWilliams

– Ore 18.30 Question time

– Ore 19.00 Chiusura lavori

 

Domenica 5 Giugno – Teatro Biondo

– Ore 8.30/10.00 Registrazione e accoglienza partecipanti

– Ore 10.00 Vittorio Lingiardi

– Ore 11.00 Nancy McWilliams

– Ore 12.00 Dialogo tra i relatori e question time

– Ore 13.00 Pausa

– Ore 14.15 Anna Maria Speranza

– Ore 15.15 Glen Gabbard

– Ore 16.30 Otto Kernberg (Videoconferenza in diretta)

– Ore 17.45 Tavola rotonda 

– Ore 18.30 Saluti finali e chiusura lavori

 

Il programma potrebbe subire variazioni relativamente all’ordine degli interventi.

Al fine di evitare assembramenti all’ingresso del Teatro Biondo, l’orario di registrazione ed accoglienza partecipanti è stato ampliato.

Il teatro Biondo

La tipologia è quella del teatro “all’italiana” con una sala “a ferro di cavallo” composta da due file di palchi e da un ampio anfiteatro. La sala misura circa 22 metri, sia in profondità che nella larghezza massima; essa può contenere 935 spettatori, di cui 463 in platea, 162 nei palchi e 263 nell’anfiteatro. Il palcoscenico misura 23 metri per 15, con boccascena ampio 10 metri e 80. Il complesso è completato da una sala d’ingresso da via Venezia, da un bar su via Roma e da alcuni saloni ai livelli superiori, da un elegante ambiente d’ingresso e da una scala che raggiunge i palchi e il loggione. Collocata sopra i palchi, la cavea occupa l’intero perimetro dell’ovale ed è accompagnata da un colonnato leggermente arretrato che dà maggiore ariosità al raccordo con la copertura della sala. I decori art nouveau sono opera di maestri decoratori di alta capacità , come Salvatore Gregorietti, Onofrio Tomaselli e Francesco La Cagnina.

N.B. I posti in teatro non verranno prenotati.

In qualsiasi momento è possibile contattarci via email all’indirizzo info@eventiserendipity.it o via telefono al numero +39 333 7612242

• L’accesso al teatro sarà consentito solo previo controllo del possesso di Green Pass Rafforzato valido: laddove l’utente ne fosse sprovvisto non potrà accedere al Teatro;

• All’ingresso del Teatro, l’utente deve igienizzare accuratamente le mani, utilizzando il gel igienizzante messo a disposizione in apposito dispenser;

• In attesa all’esterno del Teatro, gli utenti dovranno comunque mantenere una distanza interpersonale di almeno 1 metro l’uno dall’altro ed evitare assembramenti;

• Sono stati definiti percorsi specifici sia in entrata che in uscita, segnalati graficamente e con l’ausilio del personale di accoglienza;

• Durante tutte le fasi di permanenza all’interno del Teatro, ciascun utente avrà l’obbligo di indossare costantemente e correttamente la mascherina protettiva per naso e bocca FFP2;

• Si raccomanda di seguire con attenzione le regole sanitarie, poste a garanzia della salute e sicurezza di tutti e riportate in calce al presente documento. È dovere di ogni utente leggere con attenzione queste norme prima dell’accesso e poi osservarle durante tutta la sua permanenza all’interno del Teatro.

• Il mancato rispetto di una delle suddette disposizioni potrà causare l’allontanamento dell’utente dal Teatro.

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TRE GIORNATE DI FORMAZIONE, COLAZIONE DI BENVENUTO, KIT CONGRESSUALE, ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE, TRADUZIONE SIMULTANEA, 21 ECM

Relatori ed interventi

Massimo Biondi

Venerdi 3 Giugno
Approccio Dimensionale ed Esistenziale ai Disturbi di Personalità
La classificazione dei disturbi psichiatrici attualmente più seguita nella clinica e nella ricerca è il DSM5, a parte l’ICD-10, che ha avuto ed ha molti pregi, ma indubbiamente anche diverse criticità. Una di queste, forse tra le più problematiche, è la eterogeneità interna ad una singola categoria, che pone conseguenze sia sul piano clinico che terapeutico. Il problema si presenta anche nel caso dei Disturbi di personalità, soprattutto nel Disturbo borderline.  L’eterogeneità intrinseca del DBP è alta. Nel corso del tempo alcuni studiosi hanno introdotto un sistema di valutazione psicopatologica ‘dimensionale’. Secondo questo approccio, è possibile caratterizzare ogni singolo quadro clinico, a prescindere dal suo inquadramento nosografico categoriale, in funzione del peso relativo assunto dalle varie dimensioni psicopatologiche nel suo contesto. La presentazione mostra come per vari disturbi, tra cui anche il Disturbo borderline, è possibile una assai maggiore ricchezza descrittiva, molto valida ai fini del riconoscimento di sottogruppi diagnostici nonché di approccio terapeutico sia psicofarmacologico che psicoterapico.

Piero Petrini e Annamaria Mandese

Venerdi 3 Giugno
Il Complesso Borderline e il Processo Psicoanalitico Mutativo

In questa relazione, che nasconde anni del nostro lavoro, tentiamo di mettere a confronto ciò che sappiamo sulla base della ricerca empirica, e ciò riguarda soprattutto il disturbo borderline di personalità secondo il DSM 5, con la conoscenza clinica che il DSM non comprende in sé, ma di cui il clinico ha bisogno. Tale definizione propone l’incontro tra funzionamento di personalità e diagnosi condivisa che   viene poi a recuperare il termine “complesso”, caro ai primordi del pensiero psicoanalitico, e lo indirizza  utilizzando una tecnica di processo per il trattamento (il PPM) verso un viaggio nella psicoterapia psicoanalitica e verso un trattamento che si propone di svelare e trattare la patologia attraverso la comprensione, verso la semplificazione del complesso, portando con un processo di genitalizzazione che si propone la cura ed il trattamento di tale “costellazione patologica” e di tali pazienti.

Patrizia Moselli e Alessandro Cataldi

Venerdi 3 Giugno
Corpo, Carattere, transfert e controtransfert nella psicoterapia dei disturbi di personalità

Il modo in cui conosciamo il paziente con disturbo di personalità e il modo in cui lui/lei conosce noi costituiscono una bussola essenziale nel trattamento. Il disturbo di personalità sfida il terapeuta ad essere presente come persona e a mettersi in gioco nella intersoggettività/intercorporeità per aiutare il/la paziente a riappropriarsi dello spazio-tempo in cui vivere integrando sempre di più il sentire, l’esprimere, il possesso di sé. In questo quadro l’esperienza corporea di sé insieme alla comprensione delle problematiche caratteriali dell’altro offre un’opportunità ricca e specifica nel setting.

 

Luigi Janiri

Venerdi 3 Giugno
La trasformazione postmoderna del narcisismo. Spunti per un’analisi della domanda di psicoterapia nelle “nuove patologie”

I grandi pensatori della postmodernità, da Lasch a Baumann, da Augé a Baudrillard, riconoscono nel narcisismo una cifra esistenziale e una dimensione antropo-culturale che permeano la contemporaneità e saldano disagi e problemi individuali a un clima più generale, collettivo e sociale, distintivo del nostro tempo. La questione del narcisismo affiora dunque nelle motivazioni che spingono pazienti a chiedere percorsi di cambiamento attraverso la psicoterapia, spesso con domande di aiuto che riflettono non tanto o solo livelli sintomatici, ma sofferenze più profonde, impasse evolutive, crisi identitarie, difficoltà relazionali, vissuti traumatici, incapacità di raggiungere un benessere psichico. L’arroccamento narcisistico può essere una risposta disfunzionale e disadattiva a questi nodi della soggettività umana, spesso sbrigativamente riferiti a nuove patologie, in cui la paura soggiacente di uno smarrimento induce a una soluzione difensiva e regressiva, sullo sfondo di un difetto nello sviluppo del narcisismo fisiologico. Anche psicoanalisti come Bollas sottolineano il legame tra individualità soggettiva e ambiente socio-culturale nel dare forma a configurazioni narcisistiche complesse e apparentemente contraddittorie. Tutto ciò non può non influire sulle teorie della tecnica psicoterapeutica.

Camillo Loriedo

Venerdi 3 Giugno
I Disturbi di Personalità nella visione relazionale sistemica

I Disturbi di Personalità, rappresentano una delle aree meno esplorate della prospettiva sistemico-relazionale, sebbene al loro interno si ritrovino radici profondamente sistemiche, Piuttosto del trauma unico e particolarmente significativo, capace di determinare lo sviluppo di patologie conclamate che si manifestano con specifici cortei sintomatologici, entrano in causa vere e proprie costellazioni di eventi, esperienze durature e pervasive molto più comuni, che fanno parte della vita di tutti i giorni e determinano un’atmosfera rigida­mente persistente, e sono in grado di trasformarsi in stile abituale di relazione. Le metodiche di indagine e gli interventi terapeutici che riescono a tener conto della multiforme complessità del disturbo per risolvere le problematiche specifiche di famiglie e individui “che soffrono, ma soprattutto fanno soffrire”.

Nancy Mcwilliams

Sabato 4 Giugno
Affrontare gli impatti del narcisismo patologico sull’amore, sul lavoro e sulla vita sociale.
L’intervento affronterà gli effetti delle preoccupazioni narcisistiche sulle connessioni sessuali e affettive, sull’esperienza lavorativa significativa e sulle relazioni sociali, sia per gli individui guidati dal narcisismo che per i loro oggetti di attaccamento. Si discuterà sul fatto che i terapeuti lavorano non solo con pazienti con patologia narcisistica, ma anche con i loro partner, figli, colleghi, datori di lavoro e amici, i quali devono affrontare le difficoltà psicologiche della persona spinta dal narcisismo. La Prof.ssa McWilliams condividerà strumenti e tecniche utili per aiutare i terapeuti a prevenire e ridurre i danni causati dalle dinamiche narcisistiche.

Domenica 5 Giugno

Aiutare i Pazienti con Personalità Schizoide

La Prof.ssa McWilliams esplorerà l’organizzazione della personalità, l’esperienza affettiva, le difese, i conflitti e le cognizioni organizzative degli individui con dinamiche schizoidi, in particolare quelli il cui funzionamento nell’amore, nel lavoro e nella vita sociale è relativamente buono. Riassumerà le teorie psicoanalitiche relative alle dinamiche schizoidi, differenziandole dalle rappresentazioni del DSM sui disturbi della personalità schizoide, evitante e schizotipica e precisando alcune implicazioni terapeutiche. Illustrerà le sue idee con materiale clinico e aneddoti personali.

Adriano Schimmenti

Sabato 4 Giugno
Trauma evolutivo, dissociazione e disturbi di personalità
Il costrutto di “trauma evolutivo” descrive una condizione di sofferenza psichica derivante da esperienze di maltrattamento e abuso nelle relazioni di attaccamento durante l’infanzia. Il trauma evolutivo rappresenta un fattore di rischio centrale per lo sviluppo dei disturbi di personalità e di altri disturbi clinici, avendo tra i suoi principali esiti il fallimento dei processi mentalizzanti e la disregolazione emotiva, con il conseguente strutturarsi di aree della soggettività dissociate e non integrabili nella coscienza che elaborano in forma autonoma e preverbale l’esperienza attuale in base ai traumi relazionali vissuti nell’infanzia. Tale condizione di vulnerabilità psicopatologica verrà esaminata alla luce dell’attuale ricerca empirica e clinica sulla genesi dei disturbi di personalità, e verranno infine fornite indicazioni cliniche finalizzate al suo trattamento.
Parole chiave: trauma, dissociazione, personalità

Vittorio Lingiardi

Domenica 5 giugno
La personalità del sogno
Se, come dice il titolo di un racconto di Delmore Schwartz, nei sogni cominciano le responsabilità, possiamo anche dire che i sogni riflettono le personalità? Cercando di rispondere a domande senza risposta – a cosa servono i sogni?, chi siamo mentre sogniamo? – Vittorio Lingiardi proverà a tracciare una clinica dell’onirico, riflettendo sulla “capacità onirica”, sul rapporto tra la struttura del sogno e il suo ascolto, sulla possibilità di differenziare sogni nevrotici, sogni borderline e sogni psicotici.

Otto F. Kernberg

Questa presentazione delineerà le caratteristiche descrittive del disturbo narcisistico di personalità, i suoi aspetti strutturali e dinamici e le sindromi specifiche che possono rappresentare questo disturbo di personalità. Particolare enfasi sarà data agli aspetti onnipotenti e vulnerabili dei pazienti narcisisti rispettivamente “dalla pelle spessa” e dalla “pelle sottile”, e alle caratteristiche cliniche della sindrome del narcisismo maligno. La diagnosi differenziale di tutte le condizioni psicopatologiche (compreso il disturbo narcisistico di personalità) che manifestano comportamenti antisociali sarà seguita da commenti generali riguardanti l’indicazione del trattamento e la prognosi generale.

Sabato 4 Giugno (Videoconferenza in diretta)
Il Dr. Kernberg offrirà una descrizione generale e una classificazione delle sindromi narcisistiche.

Domenica 5 Giugno (Videoconferenza in diretta)
Il Dr. Kernberg parlerà del trattamento di un paziente narcisista sessualmente promiscuo e con incapacità di amare.

Glen O. Gabbard

Glen Gabbard offrirà una panoramica delle condizioni narcisistiche, in particolare le più gravi, le cui dinamiche affliggono profondamente il paziente e sfidano il lavoro clinico

Sabato 4 giugno
Le sfide del trattamento psicoanalitico con un paziente narcisista: un esempio clinico.
In questa presentazione il Dr. Gabbard discuterà un caso clinico e llustrerà le problematiche più rilevanti emerse, i controtransfert e i transfert comuni e le sfide per il clinico. Identificherà anche le strategie che possono essere utili nel trattamento.

Domenica 5 giugno
Disturbi antisociali di personalità
I disturbi antisociali di personalità sono notoriamente difficili da diagnosticare e trattare. Alcuni esperti sosterrebbero che il massimo obiettivo possibile è la diagnosi e che si dovrebbe riconoscere che la prognosi è gravosa. L’ASPD può nascondersi come altri disturbi di personalità e i terapeuti devono mantenere sempre viva l’attenzione. In questa presentazione Glen Gabbard evidenzierà le difficoltà del lavoro clinico.

Vincenzo Caretti

Sabato 4 Giugno
La Psicoterapia della Regolazione Emotiva
La Psicoterapia della Regolazione Emotiva è una psicoterapia integrata, trauma oriented, il cui obiettivo è la cura delle emozioni (Mente) e delle sensazioni (Corpo) disregolate del paziente, a favore della mentalizzazione e della regolazione psico-somatica. La disregolazione delle emozioni ha origine nei traumi che sono intervenuti nel sistema di attaccamento del paziente e che in quanto non elaborati, vengono ripetuti inconsciamente negli schemi comportamentali e negli automatismi disfunzionali nel presente, ovvero nella coazione a ripetere. La psicoterapia integrata della regolazione emotiva è volta a cambiare lo stato emotivo inadeguato, nel presente del paziente, con un altro più funzionale al servizio del suo benessere e di nuove competenze nell’ingaggio sociale, per trasformare nel paziente il suo sistema relazionale chiuso con un sistema relazionale aperto e sicuro.

Anna Maria Speranza

Domenica 5 Giugno
Continuità omotipica ed eterotipica dei tratti e dei disturbi di personalità
Questo lavoro affronta il tema dell’esistenza di caratteristiche stabili della personalità nel corso dello sviluppo e in particolare dei pattern di continuità tra alcuni disturbi infantili e i disturbi di personalità in adolescenza e in età adulta. L’apparente instabilità della sintomatologia in età evolutiva, infatti, può rappresentare una possibile manifestazione della continuità eterotipica dei disturbi. Nella continuità eterotipica i comportamenti, i tratti o la sintomatologia possono assumere una fenomenologia diversa nel tempo e specifica delle diverse fasi evolutive, ma la loro forte correlazione sostiene il presupposto che le diverse manifestazioni comportamentali disadattative, pur avendo un significato clinico apparentemente diverso, siano sostenute dagli stessi processi evolutivi e psicopatologici. La crescente complessità dell’organizzazione psichica e comportamentale nel corso dello sviluppo deve in questo caso contemplare anche la possibilità che un nucleo evolutivo comune possa portare a percorsi ramificati differenti e a manifestazioni teoricamente coerenti, ma fenotipicamente diverse.

n.b Il programma potrebbe subire delle variazioni e delle espansioni.

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